RECENSIONE DI CATFISH AKA EDOARDO FASSIO

GLORIA B. VEGA: “LENTO”
La voce educata, plastica e sensuale di Gloria B. Vega è nota al pubblico torinese e nazionale per le sue brillanti performance legate alla classica black music statunitense. Gli intenditori, d’altronde, sanno bene che la sua confidenza con i lessici del jazz le consente di esibirsi sui palcoscenici di genere più esclusivi. Per questi motivi, il suo debutto discografico è solo parzialmente una sorpresa. Pur se le sensazioni e le esperienze maturate in questo quindicennio, dal Sunshine Gospel Choir al trio vocale delle Sublimes, come quelle al fianco di star come Maurizio Pugno, Dave Moretti o la diva di Oakland Mz. Dee, restano parte del metabolismo complessivo (e una dancehall meticcia fa da sfondo alla languida e funky “Not Your Fault”), "Lento" non è un album di blues, soul o R&B. Siamo piuttosto di fronte un incontro ai massimi livelli tra la squisita vocazione autorale di Gloria e un jazz cameristico con forti legami con Cuba, i Caraibi e il canzoniere ispanoamericano e brasiliano, visitato quest’ultimo con successo nel pezzo di apertura “Adesso vai!”. È l’unico non autografo, versione italiana di “Me deixa em paz”, un hit dell’altro ieri per la regina della bossa Alaide
Costa.L’album, arrangiato da Lucio Costa, suo compagno di vita, allinea una serie di jazzisti di vaglia, tra cui Alessandro Minetto (batteria), Gilson Silveira (percussioni), Nicola Meloni (pianoforte), Matteo Piras (contrabbasso), Fabrizio Forte (chitarra), Paolo Porta (sax tenore), Giorgio Giovannini (trombone) e Stefano Cocon (tromba).

Buon gusto, deliziosa cura dei particolari e spirito di avventura accompagnano l’artista italo-franco-spagnola in un repertorio poliglotta che batte le ciglia di fronte al grande songbook novecentesco in “I Fell In Love Too Slowly”, rivela la sua affinità con il tango argentino in “La obra de un amor”, celebra la ricerca di sé (“Santiago de Compostela”) e l’amicizia (“Isa -chiedilo ai King”) e trionfa definitivamente nella canzone conclusiva. Il titolo, che battezza l’opera tutta, è sontuosamente ingannevole: altro che “Lento”, il brano è impetuoso e vitale, inquieto e ammaliante. Concepita come singolo radiofonico, è una piccola opera d’arte, destinata a durare quanto il talento, la passione e la dirompente vitalità di Gloria.

Edoardo Fassio alias Catfish, il vostro blue-jay preferito
autore, giornalista, programmatore radiofonico

Edoardo Fassio aka Catfish @ Radio Flash

 Torinese, scrive di blues, folk e jazz per “La Stampa” e per “TorinoSette”; collabora con “Musica Jazz”, “Il Blues” e con numerose pubblicazioni europee. Dal 1984, con il classico pseudonimo di Catfish è autore, conduttore e animatore di trasmissioni radio: la più duratura programmazione di blues in Europa. Ha seguito il Porretta Soul Festival per “La Stampa”, “Il Blues”, “Blues & Rhythm”, Rai Stereo Notte e Radio Flash. Ha pubblicato nel 2006 Blues per Laterza.

credits:

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