Lento

Come lo scorrere placido di un torrente rapido divenuto ormai fiume,

Lento ma determinato come la mitezza penetrante del vento sulla dura roccia.

Come il risveglio da un sogno notturno,

Lento ma costante come lo sbocciare di un fiore, lo sciogliersi della neve a Primavera.

Lento come  un passo a due, come l’unione tra cielo e terra nella luce di una nuova alba,

Lento come l’attesa della liberazione,

Lento come è giusto che sia.

Un’attesa lenta, ma giunta finalmente al termine con l’uscita del primo album solista di Gloria B. Vega.

La cantante italo-franco-spagnola mette dentro tutta se stessa negli otto che presenta per la prima volta al pubblico. Un lavoro che raccoglie tutta l’esperienza maturata in più di 15 anni di carriera, ma soprattutto di vita. Perché è la vita stessa che Gloria racconta. Un vita fatta di scoperta, contraddizioni e complessità, di picchi sublimi e di tanta, tanta forza interiore.

Un disco che fa della contaminazione culturale la sua qualità principale, mescolando lingue, stili musicali e ritmi diversi che descrivono tutto il bagaglio di esperienza di Gloria. Il tutto tenuto magistralmente insieme dal grande sentimento che sprigiona la sua voce, nota comune e intima che pare riecheggiare dalle profondità di un cuore che sente “amplificato”.

L’album contiene le origini, i viaggi, le storie e la sensibilità di una donna che si scopre, una donna che ama, che cade e si rialza sempre, senza mai nascondersi. Una ricchezza che esplora la profondità dell’universo femminile, i mille volti di una donna in evoluzione, ma sempre guidata dalla passione.

Dall’estrazione Soul, la cantante italo-franco –spagnola attraversa il Gospel e il Rhythm and Blues, con qualche passaggio nell’hip hop, fino a separarsene con questo lavoro, per accogliere in seno le sonorità calde e sensuali della sua seconda terra: la Spagna. La scrittura e l’interpretazione di Gloria si arricchiscono inoltre dell’ispirazione e del tocco brasiliano del suo arrangiatore e compagno di vita Lucio Costa. Così in omaggio al connubio artistico con il maestro Costa, oltre ai 7 brani inediti, troviamo un samba (Adesso Vai!) tradotto in italiano e riarrangiato dall’originale Me deixa em paz di Monsueto, celebre nella versione cantata da Alaide Costa.

Segue il primo brano davvero lento, una bossa nova in bianco e nero, dal titolo Un giorno d’inverno. Malinconica e vintage, sembra riportare indietro nel tempo in un’atmosfera avvolgente e intimamente segreta. Intimi ma più articolati gli altri due altri pezzi a seguire: I fell in love too slowly e La obra de un amor, un bolero dalle sfumature quasi argentine, nostalgico e sensuale.

Verso ritmi più sostenuti i brani Santiago de Compostela, ispirato al pellegrinaggio della cantante nella sua continua ricerca di senso e Isa (chiedilo ai King): un brano allegro e ironico che svela l’instabilità emozionale delle anime sensibili in una celebrazione dell’amicizia.

Segue un pezzo più vicino all’animo R&B/Funk di Gloria, che parla di amore, di un amore che attende, nonostante tutto, perché altro non riesce a fare: Not Your Fault.

Lento è il titolo del primo singolo di Gloria B. Vega ma anche dell’intero album e lo conclude, così come la storia che racconta. E’ un pezzo che stupisce per la complessità di suoni e arrangiamento e travolge in un’intreccio mistico di passione e retorica, a partire dallo stridere del titolo con l’andamento rapido e incalzante del brano.

Mirabile esecuzione da parte dei musicisti brasiliani e torinesi che hanno collaborato al disco: Lucio Costa (arrangiatore, mandolinista e secondo chitarrista), Alessandro Minetto (batteria), Gilson Silveira (percussioni), Nicola Meloni (pianoforte), Matteo Piras (contrabbasso), Fabrizio Forte (chitarra), Paolo Porta (sax tenore), Giorgio Giovannini (trombone) e Stefano Cocon (tromba). Infine, ma non certo per importanza, ai cori le sue due sorelle nella vita e sul palco: le Sublimes, ovvero Lorenza Giusiano ed Elena Gliaschera.

 

I. Bianco

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